venerdì 13 aprile 2018

Intervista a Nik Turner


Intervista a Nik Turner (gennaio 2018)
Articolo già apparso su MAT2020

Il Porto Antico Prog Fest, realizzato a Genova dalla Black Widow Records lo scorso luglio, mi ha permesso di conoscere da vicino Nik Turner, membro degli Hawkwind dal 1970 al 1976, band con cui ha inciso sei album in studio e uno dal vivo. Successivamente ha formato i Nick Turner's Sphinx, con i quali ha militato fino alla fine del secolo scorso.
Non è più un ragazzino il buon Nik, ma parlare con lui e, soprattutto, assistere alla sua performance, mi ha dato l’idea che i suoi quasi 78 anni siano solo puro dato statistico, e che la musica - e più in generale una passione - possa essere fonte infinita di energia.
A distanza di qualche mese gli ho posto alcune domande a cui lui ha gentilmente risposto.
Ecco il nostro scambio di battute.

Parto dalla performance di pochi mesi fa a Genova: che ricordo ti è rimasto del Festival prog realizzato dalla Black Widow?
Devo dire che ho apprezzato molto il Prog Festival di Genova a cui ho preso parte, sono stato molto contento per l’opportunità musicale e sono grato agli organizzatori, Massimo,  Pino e Alberto e a tutti i loro amici, appassionati ed entusiasti. È stato un evento molto ben organizzato e piacevole, con un'atmosfera molto rilassata e stimolante.

L’impressione che personalmente ho avuto nel vederti sul palco è che la tua motivazione sia sempre alta, così come la tua forma fisica: come si fa a non perdere gli stimoli dopo una carriera lunga come la tua?
Beh, ho avuto la fortuna di esercitare una professione che coincide con la mia passione, la musica, questo mi fornisce l’opportunità di incontrare persone molto diverse e, nel caso specifico, molto piacevoli, accomodanti, disponibili, eccitanti e… formidabili, e questo dà la carica!

A proposito di Genova, ti è piaciuto suonare con gli Arabs in Aspic?
Sì, The Arabs in Aspic sono una band Space-Rock scandinava molto eccitante, ragazzi divertenti e davvero fantastici, musicalmente parlando.

La tua band, gli Space Ritual, è ancora in attività? State registrando nuovo materiale?
Sì, gli Space Ritual sono ancora al lavoro, e oltre a partecipare a grandi concerti, dove propongono sempre molto del mio repertorio registrato, stanno lavorando e scrivendo nuovo materiale per il futuro.

Mi racconti qualcosa del concept “Annunaki” con i Chromium Hawk Machine?
L'album "Anunnaki" è un concept suggerito da Massimo Gasperini, come progetto in comune tra me, il mio vecchio amico chitarrista e cantante Helios Creed, (della band Chrome) e il tastierista e produttore Jay Tausig. L'ispirazione nasce dalla musica e dall'atteggiamento di Sun Ra. Il retroscena si basa su alcune teorie di Zaccaria Sitchin - basate su aspetti storici, mitologici, metafisici, teoretici - e sulle idee del teorico scientifico Michael Tellinger, che espone il suo credo molto avvincente, interessante e convincente, in diverse conferenze fruibili su youtube. L'idea è che migliaia di anni fa, a causa di un'esplosione avvenuta nel sistema solare, il pianeta Tiamat esplose, causando la creazione del pianeta Nibiru, il pianeta Plutone, il pianeta Terra e la Luna. Poi, 285.000 anni fa, i giganti chiamarono gli Anunnaki, venuti sulla Terra dal pianeta Nibiru, per estrarre l'oro di cui avevano bisogno per la loro avanzata tecnologia. Crearono delle miniere, che continuarono a lavorare per qualche tempo, in gran parte in Africa, ma anche in altre parti della Terra, dovunque fossero disponibili le risorse. Poi si stancarono di quel lavoro e decisero di creare uno schiavo che lavorasse per loro. Questo doveva essere "L'Adamo", programmato geneticamente per fare ciò che era necessario per la sua sopravvivenza, abbastanza intelligente da far funzionare un meccanismo, e con una “Eva” al suo fianco, capace di riprodursi, il tutto vivendo per un periodo limitato, senza avere ricordi duraturi.

Da dove hai tratto suggerimento per i testi? Pensi davvero che la vita sia stata portata sulla terra dagli alieni?
Le idee per i testi delle canzoni sono state influenzate dagli scritti di Michael Tellinger e dalle idee di Zachariah Sitchin. Sento che la vita umana potrebbe essere stata portata sulla Terra da extraterrestri. Perchè no?

Che giudizio dai dell’album?
È stato un lavoro davvero affascinante, molto sfaccettato e, a tratti, sconvolgente.

Gli Hawkwind sono sempre stato un esempio di famiglia, di fratellanza cosmica, e tutto ciò ha portato alla creazione di capolavori musicali: come sono ora i tuoi rapporti con Dave Brock, dopo i vecchi problemi legati all’utilizzo del nome della band?
Beh, non ho alcun problema con Dave Brock; lui ha sicuramente bisogno di guardare oltre se stesso e comprendere che tutti noi abbiamo la necessità di aiutarci l'un l'altro, per spingere la nave spaziale a piani e dimensioni della realtà diversi e infinitamente variabili.

Mi dici un tuo pensiero sul tuo amico Lemmy, scomparso un paio di anni fa, e uno su Dik Mik, anch’esso mancato recentemente?
Il mio amico Lemmy, dopo una lunga vita di sperimentazioni fisiche e metafisiche è finalmente entrato in una dimensione completamente diversa, tra “reale e surreale”, e questo vale anche per il mio buon amico Dik Mik.

Cosa c’è nel futuro di Nik Turner?
Il mio futuro prevede il suonare la musica in un contesto di benessere e innalzamento della coscienza, creando consapevolezza e diffondendo felicità.

Ti rivedremo in Italia?
Lo spero sinceramente, con la mia band o solo come Nik Turner, in qualsiasi progetto mi stimoli e mi ispiri. Sarà quella l’occasione per vedere il pubblico italiano, là fuori, con grande piacere.

Immagini di repertorio...